Venerdì, 15 Dicembre 2017 15:31

REALTÁ VIRTUALE: QUANDO UN VISORE È MOLTO PIÚ DI UN ACCESSORIO TECNOLOGICO

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La virtual reality equivale a un sogno a occhi aperti in un ambiente che, però, non è fatto solo di immaginazione. Non si tratta di una mera invenzione quanto più di una reinterpretazione della realtà attraverso un punto di vista differente e immersivo al 100%.

La sensazione è proprio quella di prendere in mano il mondo, guardarlo più a fondo e posizionarsi nella maniera migliore per poterne vedere le mille sfaccettature, che normalmente sfuggono. La realtà, quindi, si trasforma in un giocattolo, in qualcosa che può prendere forme differenti a seconda di ciò che si decide di osservare.

L’intensità che arriva dalle immagini nelle quali ci si immerge non è paragonabile a nessun’altra tecnica fotografica o video ed è proprio per questo motivo che appare difficile riuscire a trovare delle parole che possano rendere a pieno tutto questo.

 

Visore per la realtà virtuale

Fotografia e post produzione di Fabrizio Aiana

 

Indossare un visore per la virtual reality corrisponde a prendere del tempo isolandosi da tutto ciò che c’è intorno e compiendo un passo all’interno di un universo parallelo che non presenta niente di artefatto. Indubbiamente è questo il motore di tutto, quella sensazione di stupore senza filtri che ci pervade quando ci sentiamo catapultati in una nuova dimensione che non è disegnata ma, semplicemente, ripresa a 360 gradi.

In un percorso virtuale può anche non accadere niente, il bello del gioco è che gli spettatori possono semplicemente farsi trascinare all’interno di una vera e propria onda di emozioni! Cosa intendiamo? Provate a chiedere a chiunque abbia provato un visore per la virtual reality, vi dirà che l’immersione è di per sé un’esperienza che vale la pena di esser vissuta perché le sensazioni provate sono reali e assolutamente nuove.

Il claim di TOGO360 è “Play your world”, dove il verbo play significa riprodurre ma ha anche un collegamento diretto con una delle altre accezioni della parola inglese: giocare. La realtà virtuale crea dei piccoli mondi portable, che, stando letteralmente in un link permettono, ad esempio, a chiunque di ritrovarsi in un battibaleno dall’altra parte dell’oceano e di vivere delle esperienze uniche ad alto tasso di empatia. Ultimamente questa tecnologia sta avendo il proprio boom nel cinema e i riscontri ottenuti sono particolarmente positivi. Il motivo è di facile comprensione: immaginate di essere seduti in una poltrona e di venire scaraventati davanti a un’enorme balena nel mare più blu oppure in mezzo a una tempesta di neve siberiana. Il coinvolgimento è indubbiamente senza eguali!

 

TOGO360 visore per virtual reality

Fotografia e post produzione di Fabrizio Aiana

 

Ma perché vi stiamo parlando del lato emozionale di questa tecnologia? Perché ha dello straordinario, perché nella VR lo spettatore è il mezzo stesso e lo è ancor di più la sua consapevolezza. Siamo oramai anestetizzati dai mass media e dai tanti input che arrivano ogni giorno dai social network, che spesso rimaniamo indifferenti anche davanti a situazioni che, invece, dovrebbero emozionarci.

La realtà virtuale è il giro di boa, conduce in un mondo dove - finalmente e nuovamente - si rimane colpiti da ciò che si vede e nel quale la riflessione è qualcosa di positivo che consente di prendere coscienza e di far riemergere i buoni e sani valori.

Per cui non vi fermate all’apparenza, indossate un visore e vivete l’esperienza a 360 gradi, qualunque essa sia! Buon divertimento!

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